Compliance

8. SISTEMA DISCIPLINARE E MISURE IN CASO DI MANCATA OSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI DEL MODELLO

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La violazione delle prescrizioni del Modello (e, quindi, del Codice di Condotta Professionale, del Codice Etico, delle procedure, dei protocolli e policy adottate dallo Studio e dei loro aggiornamenti)6 lede, di per sé sola, il rapporto di fiducia in essere tra lo Studio, i Soggetti Apicali e/o i Soggetti Sottoposti, nonché i Soggetti Terzi.

L‘art. 6, comma 2, lettera e), del D. Lgs. n. 231/01 prevede che i modelli di organizzazione e gestione debbano “introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello”.

Il sistema disciplinare è soggetto a costante verifica e valutazione da parte dell’Organismo di Vigilanza con il supporto delle competenti funzioni, anche con riferimento alla divulgazione del codice disciplinare e alla adozione degli opportuni mezzi di pubblicità dello stesso nei confronti di tutti i soggetti tenuti all’applicazione delle disposizioni in esso contenute.

Di conseguenza, viene qui di seguito riportata la regolamentazione del sistema disciplinare e delle misure che trovano applicazione in caso di mancata osservanza delle prescrizioni del Modello.

L’applicazione delle sanzioni disciplinari prescinde dall’esito di un eventuale procedimento penale, in quanto le regole di condotta stabilite dal Modello sono assunte dallo Studio in piena autonomia e indipendentemente dalla tipologia di illecito che le violazioni del Modello possano determinare.

Le sanzioni eventualmente irrogate dovranno, comunque, sempre essere adottate nel rispetto del principio di proporzionalità delle sanzioni.

Poiché ciascuna violazione presenta aspetti peculiari e spesso irripetibili, si è ritenuto opportuno individuare – alla stregua delle previsioni di cui all’art. 133 c.p. – taluni parametri che possano guidare oggettivamente l’applicazione della sanzione – nel rispetto del predetto principio di proporzionalità – in caso di violazione del Modello.

In particolare, nella valutazione della sanzione da applicare dovranno essere considerati i seguenti parametri:

  • esistenza e rilevanza – anche all’esterno – delle conseguenze negative derivanti allo Studio dalla violazione del Modello;
  • intenzionalità del comportamento e grado di negligenza, imprudenza o imperizia con riguardo anche alla prevedibilità dell’evento;
  • natura, specie, mezzi, oggetto, tempo, luogo ed ogni altra modalità dell’azione;
  • gravità del danno o del pericolo cagionato allo Studio;
  • pluralità delle violazioni e ripetizione delle stesse da parte di chi è già stato sanzionato;
  • tipologia del rapporto instaurato con il soggetto che pone in essere la violazione (rapporto di collaborazione, rapporto di consulenza, rapporto organico, rapporto associativo, lavoro subordinato di tipo impiegatizio, lavoro subordinato di tipo dirigenziale, ecc.);
  • mansioni lavorative e/o posizione funzionale di colui che viola il Modello;
  • altre particolari circostanze che accompagnano l’illecito disciplinare.

Di conseguenza, viene qui descritta la regolamentazione del sistema disciplinare e delle misure che trovano applicazione in caso di mancata osservanza delle prescrizioni del Modello.


Si ribadisce che il Modello include il Codice di Condotta Professionale, il Codice Etico, le procedure, i protocolli e le policy interne adottate dallo Studio. Di conseguenza, alla violazione di qualsiasi di tali documenti consegue una violazione del Modello e, quindi, l’applicazione del sistema disciplinare.

8.1.1 Soggetti Sottoposti – dipendenti

I comportamenti tenuti dai Soggetti Sottoposti in violazione delle norme contenute nel Modello hanno rilevanza disciplinare.

Con riferimento alla tipologia di sanzioni irrogabili nei riguardi dei Soggetti Sottoposti che siano lavoratori dipendenti, esse sono previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato dallo Studio e saranno  – se del caso – irrogate nel rispetto delle procedure previste dall’articolo 7 della Legge n. 300/1970 (d’ora innanzi, per brevità, “Statuto dei lavoratori”) e/o da eventuali normative speciali applicabili.

La violazione da parte dei dipendenti delle norme del Modello può dar luogo, secondo la gravità della violazione stessa, all’adozione dei provvedimenti, che vengono stabiliti in applicazione dei principi di proporzionalità, nonché dei criteri di correlazione tra infrazione e sanzione e, comunque, nel rispetto della forma e delle modalità previste dalla normativa vigente.

I provvedimenti disciplinari applicabili ai dipendenti, in ordine crescente di gravità, consistono, conformemente alle norme sopra richiamate, in:

1) (i) biasimo inflitto verbalmente, (ii) biasimo inflitto per iscritto, (iii) multa non eccedente l’importo di 4 ore di retribuzione, (iv) sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un massimo di 10 giorni, (v) licenziamento per giustificato motivo soggettivo nei confronti di chi:

  1. non si attenga alle procedure previste dal Modello (tra cui, a mero titolo esemplificativo, obbligo di informazione, comunicazione e segnalazione all’OdV, obbligo di compilazione delle dichiarazioni periodiche prescritte al fine di monitorare l’effettività del Modello, obbligo di svolgere le verifiche prescritte, ecc.) e/o non osservi le procedure che, di volta in volta, verranno implementate dallo Studio, a seguito di eventuali aggiornamenti e integrazioni del Modello che verranno opportunamente comunicati;
  2. adotti, nell’espletamento di Attività a rischio reato (come definite nelle Parti Speciali del Modello), un comportamento non conforme alle prescrizioni del Modello.

Il biasimo verbale o per iscritto verranno applicate per le mancanze di minor rilievo, mentre la multa, la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione ed il licenziamento per giustificato motivo soggettivo per quelle di maggior rilievo, il tutto secondo un principio di proporzionalità da valutarsi caso per caso.

Incorre, nel provvedimento di:

2) licenziamento per giusta causa e senza preavviso il dipendente che:

  1. sia recidivo nelle mancanze indicate al precedente punto 1) e nei confronti del quale sia già stata applicata la relativa sanzione conservativa;
  2. non si attenga alle procedure prescritte dal Modello, adotti nell’espletamento di Attività a rischio reato una condotta non conforme alle prescrizioni contenute in tale documento e il suo comportamento sia di gravità tale da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto.

I provvedimenti disciplinari sono irrogati nel rispetto delle norme procedurali e sostanziali vigenti, sentito il membro del Comitato Esecutivo con delega al personale.

Nessun provvedimento disciplinare potrà essere adottato nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l’addebito e senza averlo sentito a sua difesa.

Salvo che per il richiamo verbale, la contestazione deve essere effettuata per iscritto ed i provvedimenti disciplinari non possono essere comminati prima che siano trascorsi 5 giorni, nel corso dei quali il lavoratore può presentare le sue giustificazioni.

Se il provvedimento non viene comminato entro i 6 giorni successivi a tali giustificazioni, queste si ritengono accolte.

Il lavoratore può presentare le proprie giustificazioni anche verbalmente, con l’eventuale assistenza di un rappresentante dell’Associazione sindacale cui aderisce, ovvero di un componente della Rappresentanza sindacale unitaria.

La comminazione del provvedimento deve essere motivata e comunicata per iscritto.

I provvedimenti disciplinari di cui sopra possono essere impugnati dal lavoratore nel rispetto della vigente normativa.

L’OdV monitorerà l’applicazione e l’efficacia del sistema disciplinare qui descritto.

 

8.1.2 Soggetti Sottoposti diversi dai dipendenti

Nei casi di

  1. violazione, da parte dei Soggetti Sottoposti diversi dai dipendenti, delle norme del Modello o
  2. adozione, nell’espletamento di Attività a rischio reato, di un comportamento non conforme alle prescrizioni del Modello,

le relative misure da adottare saranno valutate secondo quanto previsto dai relativi contratti.

Le sanzioni, graduate in relazione alla intensità ed eventuale recidiva del comportamento, possono consistere in:

  • richiamo verbale;
  • diffida scritta,
  • sospensione dalle attività svolte,
  • spostamento ad altra attività che non comporti gestione di Attività a rischio reato, compatibilmente con le esigenze di organizzazione dello Studio,
  • recesso o risoluzione del contratto

e fermo restando la facoltà di richiedere il risarcimento dei danni verificatisi in conseguenza di detti comportamenti, ivi inclusi i danni causati dall’applicazione da parte del giudice delle misure previste dal Decreto.

La misura in concreto della sanzione sarà determinata tenendo presenti la natura ed intensità della violazione, l’eventuale reiterazione della violazione medesima, nonché l’attendibilità, validità ed inerenza delle giustificazioni presentate dall’interessato.

Le medesime sanzioni si applicano anche laddove, per imperizia o negligenza, il Soggetto Sottoposto abbia impedito o non agevolato la scoperta di violazioni del Modello o, nei casi più gravi, la commissione di reati rilevanti ai fini del Decreto, nonché qualora abbia omesso di vigilare, in ragione delle competenze professionali corrispondenti alla natura del suo incarico, sul rispetto delle norme di legge e del presente Modello.

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Nel caso di violazione del Modello da parte di uno o più dei Soggetti Apicali, l’OdV informerà senza indugio il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e/o il Comitato Esecutivo, i quali provvederanno ad assumere le opportune iniziative previste dallo Statuto.

Le eventuali sanzioni applicabili ai Soggetti Apicali possono consistere, in relazione alla gravità del comportamento, in:

  • richiamo verbale;
  • diffida scritta,
  • sospensione dalle attività svolte,
  • spostamento ad altra attività che non comporti gestione di Attività a rischio reato, compatibilmente con le esigenze di organizzazione dello Studio,
  • revoca;
  • esclusione dallo Studio.

Le medesime sanzioni si applicano anche laddove, per imperizia o negligenza, i Soggetti Apicali abbiano impedito o non agevolato la scoperta di violazioni del Modello o, nei casi più gravi, la commissione di reati rilevanti ai fini del Decreto, nonché qualora abbiano omesso di vigilare, in particolare con riferimento alle deleghe eventualmente attribuite, sul rispetto, da parte del personale dello Studio, delle norme di legge e del presente Modello.

Il Soggetto Apicale e/o i Soggetti Apicali, ai quali viene contestata la violazione delle disposizioni del Modello hanno diritto di presentare tempestivamente le proprie difese prima che vengano presi i provvedimenti di cui sopra.

Nell’ipotesi in cui sia stato disposto il rinvio a giudizio di uno o più dei Soggetti Apicali, presunti autori del reato da cui deriva la responsabilità amministrativa dello Studio, il Presidente del Consiglio di Amministrazione o uno dei membri del Comitato Esecutivo dovrà procedere alla convocazione, a seconda, del Consiglio di Amministrazione e/o dell’Assemblea degli Associati Fondatori per deliberare le relative misure.

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Il rispetto da parte dei Soggetti Terzi dei principi contenuti nel Modello e nel Codice Etico è garantito dall’utilizzo nei rapporti commerciali di format di contratti contenenti specifiche clausole.

In particolare, ogni comportamento posto in essere dai Soggetti Terzi in contrasto con i principi, le procedure, le linee di condotta indicate nel Modello e nel Codice Etico fa sorgere in capo allo Studio, secondo quanto previsto dalle specifiche clausole contrattuali, il diritto di risolvere immediatamente il rapporto in essere con i Soggetti Terzi e di richiedere, qualora ne ricorrano i presupposti, il risarcimento dei danni subiti.

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In ragione di quanto previsto al comma 2 bis, dell‘art. 6 del D. Lgs. n. 231/01, nell’ipotesi in cui siano violate le misure a tutela del segnalante previste al paragrafo 6.4.4 del Modello e/o nel caso in cui siano effettuate segnalazioni, con dolo o colpa grave, infondate da parte:

  1. dei Soggetti Sottoposti: si applicheranno le sanzioni disciplinari previste al paragrafo 8.1;
  2. dei Soggetti Apicali: si applicheranno le sanzioni disciplinari previste al paragrafo 8.2;
  3. dei Soggetti Terzi: si applicheranno le previsioni contrattuali previste al paragrafo 8.3;
  4. dei componenti dell’Organismo di Vigilanza: si applicheranno le misure previste al paragrafo 6.1.

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